la magia della Lapponia finlandeseFoto generata dall'AI

Nota in tutto il mondo per ospitare la casa di Babbo Natale, la Lapponia finlandese é terra di atmosfere magiche, surreali

Andare in Lapponia, terra lontana, posta al confine con il Circolo Polare Artico, é come vivere il sogno e respirare la magia di luoghi che sanno d’incanto.

Le sue foreste imbiancate dal soffice manto della neve, le sue renne, e quell’aurora boreale che danza nel cielo in una fantasmagorica gamma di colori, proiettano in una dimensione altra. Una dimensione in cui la magia diviene realtà

aurora-boreale Lapponia finlandese, tra realtà, sogno e magia
Lapponia, lo spettacolo dell’aurora boreale

Un Natale per tutto l’anno

Posta al confine con Norvegia, Svezia e Finlandia, la Lapponia é una regione dell’estremo nord, in cui ancora persiste il mistero di antiche tradizioni celtiche e germaniche nei festeggiamenti del Natale.

Ed é soprattutto nella Lapponia finlandese che l’atmosfera magica del Natale viene vissuta per tutto l’anno. E’ proprio qui, infatti, a Rovaniemi, che il dolce vecchietto ha la sua abitazione, insieme alla moglie e ai suoi infaticabili elfi. Dove? All’interno di una montagna chiamata Korvatunturi, nei pressi del minuscolo villaggio di Savukoski.

Tutto qui trasuda la favola, dalle casette del villaggio, ammantate di neve, alla forma, decisamente strana, della montagna che rievoca, nella sua morfologia, tre orecchie. Pronte ad ascoltare i desideri dei bambini di tutto il mondo. Ma nessuno sa come si possa entrare in essa. Proibito l’ingresso dunque!

Ma il Natale ( Youlu in finlandese) in questo luogo incantato non finisce il 25 dicembre. Sono infatti milioni le letterine dei bimbi che arrivano da tutto il mondo e il lavoro degli elfi é incessante per poter soddisfare le loro richieste per il Natale successivo.

Il magico solstizio d’inverno celtico

Al di là della tradizione cristiana che, per volontà di Papa Giulio I, spostò la nascita di Gesù al 25 dicembre, nella tradizione celtica, radicata in questo territorio, proprio per la spettacolare aurora boreale, si celebrava, il 21 dicembre, Yule. Ovvero la festa della luce e della rinascita

Sappiamo bene come i Celti, fortemente legati al ciclo della natura e alla vita rurale, fossero attenti alle mutazioni ed ai fenomeni naturali e, in ragione di ciò, rivestivano un significato ed un ruolo di primaria importanza sia il solstizio d’estate che quello d’inverno.

Ma in quest’area, caratterizzata da fenomeni singolari, era proprio il solstizio d’inverno ad avere la priorità. E i festeggiamenti, che partivano dal 21 dicembre, duravano per circa 12 giorni. Era il giorno della notte più lunga.

Il giorno in cui le tenebre avevano la meglio sulla luce e concludevano il ciclo della natura, avviando, nello stesso tempo, la sua ripartenza.

Al di là del Natale

La Lapponia finlandese, comunque, al di là del Natale, suscita emozioni che sanno di mistero e popolano i sogni non solo dei bambini.

Sarà per quel manto di neve che copre d’incanto una natura incontaminata, sarà per quella danza che il sole, soccombente alle tenebre, compie, soprattutto ad Inari, specchiandosi nei tanti laghi marini ghiacciati, ma qui la realtà si traduce in favola.

E la favola sfida il tempo, lo spazio, portandoci con sé.

Irma Saracino