CandombléIl riyto del Candomblé- ph di B. Matacchieri

La religione del Candomblé è parte integrante della cultura brasiliana, è catalizzatore delle interazioni sociali

Il Candomblé è una religione polimorfa diffusa in ogni strato della popolazione brasiliana. Fu introdotta in America latina, dal 1549 al 1888, dagli schiavi, deportati dall’Africa centro-occidentale per essere utilizzati come forza-lavoro soprattutto nelle piantagioni brasiliane.

In questo periodo, i missionari cattolici tentarono di convertire in massa, con la forza, la popolazione degli schiavi.

Cancomble Candomblé, tra cultura e religione
Rito del Candomblé-ph di B.Matacchieri

La strategia degli schiavi

Pur vivendo in condizioni disumane, gli africani, per continuare a professare la propria fede indisturbati, fingendo di convertirsi, diedero origine ad una forma di sincretismo religioso tra le loro divinità (Orixas) e i santi del cattolicesimo.

A ognuna di queste divinità fu associato un santo cattolico con qualità e virtù simili. Questo consentì loro di continuare a celebrare i riti africani, convertendosi solo formalmente alla fede dei dominatori europei.

Il Candomblé

Il Candomblè nacque a Salvador de Bahia, la prima capitale del Brasile dal 1549 al 1763, che è sempre stata la culla di questa religione, in quanto era uno dei centri principali della tratta degli schiavi.

Originariamente la diffusione di questa religione era limitata alla popolazione in schiavitù, ma fu sempre osteggiata dalla Chiesa Cattolica e perfino criminalizzata.

Candomble1 Candomblé, tra cultura e religione
Una religione identitaria- ph di B. Matacchieri

I luoghi di ritrovo e di culto (terreiros) erano considerati una minaccia e la religione stessa era additata come stregoneria, chiamata impropriamente macumba (danza di neri). I pregiudizi e le persecuzioni continuarono ma il Candomblè è sopravvissuto per secoli e si è diffuso considerevolmente proprio dopo la fine della schiavitù, nel 1888, soprattutto in Brasile, ultimo paese al mondo ad abolire questa grave pratica criminale.

I praticanti del Candomblè comunicano con gli Orixas in lingua yoruba e attraverso canti, danze, trance, e talvolta con sacrifici di animali, li onorano.

Gli Orixas

Molti Orixas hanno avuto un’ incarnazione umana e rappresentano archetipi antropologici associati a determinati colori e ad attività umane. In particolare, le dee del Candomblé rappresentano la forza della natura, la fertilità e il potere.

Tra esse molto venerata è Oxium, dea delle acque dolci (fiumi, sorgenti, cascate), della ricchezza, della bellezza, dell’amore, spesso associata alla “venere nera”.

È rappresentata come una donna affascinante vestita di giallo e oro con uno specchio in mano, simbolo della vanità. Nel sincretismo cattolico Oxium è associata alla Nossa Senhora da Candelària, una Madonna molto venerata nella sua settecentesca chiesa di Rio de Janeiro.

Non solo una religione

La pratica della religione, per la popolazione schiava di origine africana, ha sempre rappresentato un forte elemento di aggregazione e di protezione della loro identità. Sia che fossero in condizioni di schiavitù, sia in condizioni di libertà, gli schiavi hanno esercitato una influenza notevole sulla società e sulla cultura locale.

Il Candomblè infatti, ancora oggi, continua ad influenzare idee e comportamenti che hanno un impatto sul paese.

Per esempio, il forte legame con la natura e il desiderio di proteggerla può influenzare i movimenti per la conservazione e la tutela dell’ambiente.

Nel Canomblè gli Orixas sono l’espressione delle forze della natura, per questo motivo la sua protezione è presa molto sul serio. Tutti i riti del Candomblé sono incentrati sulla adorazione degli Orixas e la protezione della natura.

Dagli Orixas i fedeli imparano a vivere in armonia con la natura, compresa la natura umana. Il Candomblé infatti cerca un rapporto armonioso fra tutte le parti che compongono l’essere umano, il cosmo e la società mettendo in equilibrio tutti questi aspetti.

Gli aspetti sociali ed ntropologici

Il sociologo e antropologo francese Roger Bastide (1898-1974), noto per i suoi studi di etnografia sociale e religiosa, ha approfondito la sua ricerca sulle religioni sincretiche e le culture africane in Brasile.

Lui sosteneva che la ricerca antropologica non dovesse limitarsi allo studio della considerazione del presente in una società, bensì osservare la situazione globale in cui confluiscono passato, presente e futuro.

I culti afro-americani, in un contesto di sradicamento, rielaborano simboli africani e cristiani, ma incorporano anche idee e credenze estranee alla religione originale. Questo comporta che il sincretismo delle religioni afro-brasiliane, come il Candomblé, non sia da considerarsi come semplice sopravvivenza africana, ma come una nuova creazione culturale.

Studiando le comunità dei discendenti degli ex schiavi africani in Brasile, Bastide rilevò che la loro affezione maniacale alla religione d’origine altro non è che lo sviluppo di un meccanismo di difesa dallo sradicamento culturale.

Una religione, un’ideologia

Il Candomblé ha fatto parte di movimenti fondamentali della transizione sociale del paese, a partire dalle rivolte e dalla resistenza alla dittatura militare. Un vero capolavoro di resistenza, preservato grazie alle strategie dissimulatorie dei suoi discepoli.

Il Candomblé è tutt’ora praticata in Brasile e, nella cultura di questo popolo, le religioni non sono avvertite come esclusive; pertanto, molti praticano più di una religione partecipando a diversi rituali.

Oggi, la tolleranza religiosa, promossa dall’amministrazione Lula, crea lo spazio per esplorare nuove possibilità per il Candomblé.

Si spera così che questi cambiamenti portino ad un più ampio riconoscimento dell’importanza del Candomblé dal punto di vista culturale e del suo contributo fondamentale alla musica popolare e al movimento ambientalista.

Bruno Matacchieri

Di Bruno Matacchieri

medico psichiatra, scrittore, esperto di opera lirica