Vincent BrunettiL'eremo di Vincent Brunetti- foto di I. Saracino

Vincent Brunetti, artista genialmente folle, ci accoglie nel suo eremo. Un luogo incredibile dove l’Arte si esprime in assoluta libertà

Tra citazioni bibliche che troneggiano sulle mura di cinta di questo luogo, quasi fiabesco, surreale, entriamo nell’incanto del colore. Sfacciatamente vivo, acceso dalla luce del sole che gioca con le suggestioni di chi osserva. E’ l’Eremo di Vincent Brunetti, un artista poliedrico , dotato di quell’eccesso espressivo che rasenta la follia.

brunetti2 Brunetti e il suo mondo per l'Arte
Uno scorcio dell’interno- foto di Stefania Agone

Un regno tra le colline

Perso nella campagna salentina, a ridosso delle colline di Guagnano, luogo d’origine del nostro artista, l’Eremo di Vincent si presenta ai nostri occhi in una fantasmagoria di colori che rasenta il kitsch.

Tutto qui é surreale. Dai mosaici che rivestono in buona parte la struttura, frutto della creatività di Orodé Deoro, altro geniale artista pugliese, agli interni, in cui l’Arte si alterna alla sacralità.

Statue che spaziano dalla classicità al fideismo di ogni religiosità colmano gli spazi di ogni singola stanza, senza una logica abitativa. Qui lo spazio sembra fluire come fiume in piena, totalmente privo di argini, di limiti.

Un tripudio dell’Arte, un mondo per essa, come Brunetti dichiara ai nostri microfoni? O l’apoteosi del cattivo gusto? difficile da stabilire, perché lo sguardo si perde confuso tra quei mobili antichi o riciclati, tra quei dipinti, incasellati in cornici assurde, tra quei colori accesi e contrastanti. E rimane stupito, attonito.

Si osservano vere e proprie scenografie che non seguono un percorso uniforme di stile. Ogni singola stanza é infatti una creazione a sé stante, selvaggia, ma spontanea. Qui la creatività segue solo l’impulso interiore, scevro da modelli culturali.

Vincent city

Siamo stupiti, inutile negarlo, confusi, mentre ci chiediamo come possa essere nato un simile progetto.

brunetti1 Brunetti e il suo mondo per l'Arte
Il dialogo con Vincent Brunetti-foto di Stefania Agone

A risponderci é proprio lui, Vincent Brunetti. Con un sottofondo musicale assordante, seduto su una sedia che deve aver conosciuto tempi migliori, ci accoglie sorridendo e ci parla della sua vita, della sua malattia, ma anche della sua rinascita.

Una rinascita che lo ha portato, nel ’90 a far ritorno nel suo luogo natale, dove ha trovato la pace e la libertà. Una condizione necessaria, questa, per creare, per tramutare in realtà quel sogno dominato dall’Arte. Creare il Mondo dell’Arte.

Dimentico dei 20anni trascorsi a Milano ha dato vita, colore alla sua anima. E, come farfalla si é librato in alto in quell’Arte pura che non conosce regole, schemi. E’ stato Arte, libero di volare, libero di essere, vero e finalmente vivo.

Dopo il dialogo, lo show

Poi, dopo essersi messo a nudo in tutta la sua identità, totalmente privo di maschere, si libra in una danza quasi tribale, mentre la musica riprende i suoi toni assordanti e scandisce i momenti del suo show.

E, danzando, imprime su una tela i suoi magici colori che, come per magia, delineano forme di fiori brillanti, pieni di luce.

Il dipinto prende corpo dinanzi ai nostri occhi, ma in realtà é già presente nella mente e nell’anima di questo artista incredibile.

Poi, il saluto , mentre un silenzio attonito scende su di noi e tra noi.

Ancora troppo stupiti, ancora troppo confusi, ci allntaniamo chiedendoci : che abbia ragione? che la farfalla che é in noi abbia bisogno di liberarsi dalle maglie di una quotidianità che le impedisce di volare?

Difficile da stabilire.

. Irma Saracino