Ancora droni nei cieli di Taranto. Questa volta sull’Eni. E’ giallo sulla loro provenienza
Dopo l’ex Ilva di Taranto, anche l’Eni nel mirino di misteriosi droni che, nei giorni scorsi, hanno tranquillamente sorvolato gli stabilimenti del capoluogo jonico. Si ignora la loro provenienza, mentre le indagini proseguono. La vicenda si colora di giallo.
I fatti
Quando la sera del 19 settembre 4 droni furono avvistati da uomini della vigilanza in servizio all’interno dell’ex Ilva di Taranto, allo stupore iniziale subentrò un notevole stato di allarme.

Gli uomini infatti notarono come l’interesse dei droni fosse concentrato su aree ben precise. Le aree delle acciaierie e la zona di Gestione Rottami Ferrosi.
In realtà, già nella mattina dello stesso giorno, erano stati segnalati movimenti analoghi, ma non si era dato loro alcuna importanza. Ma, quando in serata l’episodio si é ripetuto e nel clima allarmistico che domina ormai la scena internazionale, é scattato l’allarme.
L’eco mediatica é stata immediata e rilevante, anche perchè l’episodio si é verificato in concomitanza del sorvolo di misteriosi droni sugli aeroporti di Oslo e Copenaghen. Una coincdenza o una strategia ben orchestrata?
I fatti del giorno dopo
Non si é trattato, però, di un episodio isolato. Come denunciato da Luciano Manna, fondatore di VeraLeaks, la sera del 20 settembre altri droni hanno sorvolato la raffineria Eni di Taranto. Stesso copione, stesse dinamiche.
Tali episodi destano una notevole inquietudine, specie per la totale mancanza di sistemi di sicurezza in aree di importanza rilevante. Una considerazione, questa, fatta da Manna, ma che ci sentiamo di condividere appieno.
Qualunque sia l’origine, la provenienza o lo scopo di questi droni, indubbiamente manovrati da un professionista, é opportuno che il polo industriale tarantino sia dotato di sistemi in grado di individuare con tempestività e, ovviamente, bloccare simili intrusioni nei propri spazi aerei
Le denunce, le congetture, le incertezze
Si brancola nel buio e le indagini, scattate dopo le denunce presentate in Procura e all’Enac, sono in una posizione di stallo.
Nessuna traccia dei droni, scomparsi, anzi dissoltisi nel buio della notte. Né si sa se siano giunti da mare o da terra.
Una regia perfetta, dunque, che sembra fugare l’ipotesi, ventilata da molti, di voler porre al centro dell’attenzione nazionale Taranto. Tale ipotesi infatti appare smentita dalla professionalità dell’autore o degli autori di tale mission, mentre si fa strada una terribile congettura. Che non sia casuale la concomitanza temporale con il sorvolo dei droni su Oslo e Copenaghen?
Ma, soprattutto, chi c’é dietro tutto questo? Il giallo continua.
Irma Saracino
